Ha portato sua figlia di 11 anni dal medico e lei le butta fuori dallo studio

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Maria Caldarar, è la madre di una bimba di 11 anni, Ewa. La piccola non si sentiva bene, per cui la madre preoccupata decise che era necessaria l’opinione di un medico. 

LA REAZIONE ASSURDA DEL MEDICO

Quando mamma e figlia sono entrate nello studio medico della dottoressa Grażyna Drygalska-Hantz, presso la clinica di Poznań, lei, le ha guardate con schifo, poi ha detto loro di uscire dal gabinetto medico, in quanto non avrebbe visitato la bimba. La dottoressa, ha continuato dicendo loro che sicuramente erano nel paese illegalmente e che certamente non avevano nemmeno l’assicurazione medica. La mamma della piccola Ewa, ha fatto presente al medico che poteva pagare la visita , ma lei ha aperto la porta e le ha spinte malamente fuori dallo studio. La signora Caldarar non è una clandestina, ha un lavoro ed usufruisce dalla copertura sanitaria. Lo stesso vale per sua figlia, Ewa. Loro sono cittadine rumene e di etnia Rom. Vivono a Poznań da diversi anni. Prima, nel campo nomade, ora in un appartamento a Poznan. Maria lavora in una delle scuole elementari di Poznań, ed è un’insegnante,  Ewa frequenta le scuole pubbliche. Maria, che si è sentita umiliata ed offesa, ha deciso di reagire. Alcune persone che hanno assistito alla scena, hanno chiamato la polizia. Solo dopo l’intervento degli ufficiali, Ewa è stata esaminata dalla dottoressa Grażyna. La dottoressa costretta al consulto, ha diagnosticato che la bimba sta bene. Ai poliziotti, che le hanno chiesto spiegazioni a riguardo il suo comportamento, la dottoressa, ha riferito loro che era stanca, in quanto i Rom si recavano in clinica sempre, senza documenti, entravano nello studio senza fare la coda, provocando ogni volta malcontento nelle persone che erano in attesa. Ha aggiunto che bisogna assolutamente fare qualcosa e che non le importava che in questo caso la donna avesse un lavoro e che la figlia andasse a scuola. Maria, a questo punto ha portato la figlia Ewa presso l’ospedale pediatrico di ul. Krysiewicz a Poznań. I dottori che si sono presi cura della ragazza, le hanno diagnosticato una brutta influenza. Anna Cąkala, difensore dei diritti dei pazienti, ha  annunciato che non lascerà cadere questa brutta storia nel silenzio. Se Maria non sarebbe stata così determinata e forte, non avrebbe portato Ewa a Krysiewicz, e la salute della bimba ne avrebbe potuto risentire. Anna Cąkala ha aggiunto: “Non puoi passare così sulla dignità delle persone, senza aspettarti di rimanere impunita!”

 

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