Nel 1936 fuggirono nei boschi della Siberia per salvarsi la vita e lì hanno vissuto…..sono stati scoperti per caso

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Stavano sorvolando un aerea della Siberia, quando all’improvviso un gruppo di ricercatori, hanno notato qualcosa che li ha fatti trasalire, erano ben visibili dei solchi nel terreno, segno della presenza umana in quella zona.

Il fatto è successo nel 1978, ma la storia è venuta fuori solo da poco. Hanno sorvolato la zona ed hanno scoperto una baracca costruita in mezzo agli alberi.

 

In Siberia la vita non è facile, la neve cade da maggio a settembre e le temperature scendono molto al disotto dello zero…..  la vita è quasi impossibile!

Il capo della spedizione Galina Pismenskaya, insieme al suo equipaggio però decisero di scendere e di controllare.

Non avevano sbagliato, perchè appena atterrati, gli venne incontro un vecchio dagli abiti ormai logori e sporchi. Aveva un aria arrendevole come di chi ormai fosse certo che fosse arrivata la sua ultima ora.

L’uomo,  li fece accomodare in un casolare e lì scoprono che vivono altre persone : Karp Ossipowitsch Lykow, il figlio Sawwin (45) e Dimitri (36 anni) e le sue figlie Natalja (42) e Agafja (34 anni).

Karp confidò agli uomini che lì aveva vissuto anche sua moglie, Akulina Karpowna, morta qualche anno prima per   mancanza di cibo.

L’uomo raccontò che essendo cristiani, nel 1936 dovettero fuggire in Siberia perchè erano perseguitati dal regime e da quel momento erano rimasti nascosti lì. Si nutrivano di quello che trovavano in natura e si trovavano spesso di fronte a fame.

La loro vita era come quella dei contadini durante il medio evo. Non sapevano che ci fosse stata una seconda guerra mondiale, nè di tutte le scoperte che si erano avute dal momento in cui erano fuggiti.

L’uomo confidò che quando vedevano passare gli aerei correvano a nascondersi in casa.

Galina Pismenskaya, spiegò all’uomo che molte cose erano cambiate e cercò di convincerlo  a tornare insieme ai suoi figli nel mondo civile.

Il trasferimento della famiglia però non avvenne mai.

Nel 1981, i tre figli più grandi morirono, mentre il padre si spesse nel 1988. La figlia più giovane, Agafja, l’unica a essere rimasta in vita, continua a vivere lì, anche se mantiene  contatti regolari con il mondo esterno. Spesso corrisponde con il governatore della provincia di Kemerovo e ha incontrato recentemente dei   giornalisti  a cui ha raccontato la  sua storia.

Da quelle interviste, è stato tratto un libro che sta facendo il giro del mondo.

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