Vi ricordate del neonato che sepolto vivo dopo essere stato pugnalato? La sua vita oggi ha avuto una grande svolta

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Vi ricordate del neonato che fu sepolto vivo dopo essere stato pugnalato? La sua vita oggi ha avuto una grande svolta . Fu gridato al miracolo, dopo che fu ritrovato un neonato  sepolto vivo, dopo essere stato pugnalato! Questa storia inquietante, arriva  dalla Thailandia. Il piccolo era stato brutalmente accoltellato, pochi giorni dopo la sua nascita. Ma oggi, ha finalmente trovato una famiglia.

LA STORIA

La nascita di un figlio, dovrebbe coincidere con il momento più bello che una donna possa vivere. Purtroppo di fronte a queste atrocità, si rimane basiti e viene spontaneo chiedersi se veramente le persone al posto del cuore hanno una pietra. Il gesto, di per se già grave, lo è ancora più, se a commetterlo, è colei che ti ha dato la vita: la mamma. Questa orrenda storia ci giunse dalla Thailandia, dove ricordiamo che l’aborto è illegale, ma purtroppo la crudeltà non ha nè confini, nè paesi. La madre del piccolo Aidin, lo partì, ma invece di darlo in adozione, visto che non lo voleva, pensò bene di sbarazzarsene a modo suo. Il piccolo fu  sotterrato a faccia in giù in una fossa poco profonda, 20 centimetri nella provincia di Khon Kaen, in Thailandia. Herder e Kachit Krongyut, due pastori, che passavano nel campo, notarono un piedino venire fuori da sotto un albero di eucalipto. Senza pensarci un secondo iniziarono a scavare a mani nude. Trovarono il bimbo che versava in condizioni gravi, ma ancora vivo. Incredibilmente, il fatto di averlo seppellito  a faccia in giù fece si, che il piccolo vivesse più a lungo  perché la pressione del suo corpo sul terreno, aveva impedito che si dissanguasse. Aidin, fu immediatamente trasportato in ospedale, dove ricevette tutte le cure possibili. I medici lo  ribattezzarono “il bimbo che non voleva morire”.  Dalle impronte e dal DNA, la polizia è riuscita a rintracciare la madre, la donna che ha commesso questo atroce crimine. E’ una donna del luogo di 42 anni, madre di altri figli. E’ stata accusata di tentato omicidio e di abbandonando del proprio figlio. Incarcerata, è  ancora in attesa del processo. Dopo un periodo all’orfanotrofio Kaen Thong, il piccolo, è stato recentemente adottato da una famiglia svedese, che è venuta a conoscenza della sua storia. Supachai Pathimchart, il responsabile dell’orfanotrofio, è certo che per il piccolo si apriranno nuovi orizzonti e una nuova vita e che la sua nuova famiglia gli darà tutto l’amore che merita. È sopravvissuto a una esperienza traumatica, ed ha dimostrato a tutto il mondo che ha la forza di un leone Auguri Aidin

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